Come scegliere lo Champagne per il risotto? Scopri qui, grazie ai consigli dei migliori chef, quale bollicina è l’ideale, quali caratteristiche valutare e tutti i segreti per un primo piatto da ristorante stellato. Il risotto allo Champagne è un piatto della tradizione italiana, prelibato e che piace a tutti, sdoganato soprattutto negli anni ’80.

Ad oggi è un primo piatto amato soprattutto nel Nord Italia e proposto nei menù delle feste o delle grandi occasioni, matrimoni compresi. È di fatto un risotto in bianco mantecato con formaggio grattugiato di alta qualità e burro e lo Champagne sostituisce di fatto il vino bianco che si usa abitualmente per sfumare e aromatizzare. Ma ci sono tanti altri suggerimenti preziosi per un piatto eccezionale e facile da replicare anche a casa: scoprili qui.

Come scegliere lo Champagne giusto per il risotto

Per realizzare un buon risotto allo Champagne la scelta di quest’ultimo è fondamentale. Le bollicine infatti, come pure qualsiasi vino usato per sfumare, conferisce acidità al piatto e va selezionato in modo tale da creare un bilanciamento ad hoc di sapori, sentori, sfumature organolettiche. In primis è necessario scegliere uno Champagne di qualità, ma non necessariamente costoso, ce ne sono un po’ per tutte le tasche e per realizzare il risotto non ne serve moltissimo.

Infatti è importantissimo badare alla quantità di bollicine utilizzate: gli chef consigliano di utilizzare 120 ml di Champagne per ogni 100 grammi di riso. Se superi questa soglia il risotto allo Champagne sarà troppo acido, al contrario avrà un’acidità troppo bassa per considerarsi bilanciato e di fatto il suo sapore non si avvertirebbe. Ma come riconoscere la giusta acidità dello Champagne per il risotto?

Semplice, facendosi consigliare dal nostro enologo di fiducia, oppure degustando la bollicina scelta. Se uno Champagne è acido al punto giusto noterai un aumento della salivazione appena lo avrai deglutito: questa sensazione dovrai percepirla come fresca e piacevole.

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Risotto allo Champagne, quale riso scegliere

Per un perfetto risotto allo Champagne è fondamentale anche utilizzare il giusto riso. Questo dovrà mantenere la cottura e deve rilasciare abbastanza amido durante la cottura in modo da formare la classica cremina. Gli chef specializzati nel risotto allo Champagne suggeriscono di prediligere il riso Carnaroli o il Vialone nano, due tipologie Made in Italy tra le più gettonate per i primi piatti all’onda.

Quanto servirne a persona? Solitamente si va ad occhio, come facevano le nostre nonne e come fanno anche i cuochi più affermati: conta un paio di pugnetti di riso per ciascun commensale. Se vuoi offrire solo un assaggino di risotto allo Champagne, evitando magari sprechi, conta un pugnetto, un pugnetto e 1/2, non di più a persona.

Segreti da chef

Realizzare un perfetto risotto allo Champagne è facile, basta seguire i consigli degli chef, usare le bollicine giuste e allenarti più volte per raggiungere l’eccellenza. Di seguito trovi tante altre dritte utili pure per preparare qualsiasi altro tipo di risotto.

La tostatura

Per prima cosa devi tostare il riso: disponilo nella padella o pentola caldissima precedentemente unta, tieni il fuoco medio-alto e mescola evitando che si bruci. Il riso deve assorbire calore e solo dopo alcuni minuti abbassa la fiamma e sfuma con lo Champagne.

L’aggiunta dello Champagne

Dopo aver tostato il riso devi sfumare con lo Champgane. Inizia con la fiamma bassa e poi alzala, deve essere medio-alta, e permetterti di far evaporare la parte alcolica del vino, deve restare solo il sentore dell’aciddità del prodotto.

La cottura

Per preparare un ottimo risotto allo Champagne devi prestare attenzione pure alla cottura. Segui sicuramente le indicazioni, i minuti, suggeriti sulla confezione del riso, ma assaggialo comunque 5-8 minuti prima dello scadere del tempo stabilito.

La mantecatura

Infine, presta attenzione anche alla mantecatura del tuo risotto allo Champagne. Utilizza anche qui solo prodotti di qualità come burro fresco e Made in Italy e formaggio grattugiato italiano, non troppo stagionato altrimenti coprirebbe il sapore del vino. Spento il fuoco aggiungi un cubetto di burro per commensale e un cucchiaino di formaggio appena grattugiato, mescola vigorosamente e lascia riposare un paio di minuti, poi servi ancora caldo.

Varianti golose

Il risotto allo Champagne è un primo o piatto raffinatissimo e molto amato, ma che di per sé ha un sapore leggero e delicato. Per godere di un sentore più pieno è bene scegliere un vino eccellente e magari aggiungerne un tocco finale, meglio se a pochi minuti dal termine della cottura e cercando di alzare la fiamma per far evaporare la parte di alcool. Ci sono comunque tantissimi ingredienti adatti al tuo primo piatto e che potranno aggiungere gusto e un tocco originale, ma senza contrastare con lo Champagne. Per esempio scegli:

  • del pesce leggermente affumicato, tipo il classico salmone, oppure la trota o l’anguilla, da servire sul risotto, oppure su crostoni di pane casereccio tostato;
  • del pesce cotto a vapore tipo il persico da servire sopra il risotto allo Champagne;
  • del pesce marinato o in carpione tipo la trota o il pesce persico da servire sopra il risotto, ma in poca quantità, sarà comunque l’ideale se il tuo Champagne ha una bassa acidità;
  • dei crostacei, tipo cozze, gamberi o lumache di mare, ti basterà spadellarlii appena con poco sale, oppure servirli a crudo (solo nel caso dei gamberi e unicamente se sono super freschi);
  • una crudités di verdure da disporre sul risotto per creare un contrasto e aggiungere un apporto di fibre al piatto;
  • una salsa a base di yogurt con una punta di erba cipollina, prezzemolo, dragoncello e menta, ma scegli questo abbinamento solo se il tuo Champagne ha una bassa acidità, la cosa migliore è quella di disporre a parte la salsina così che ogni commensale possa servirsene senza intaccare troppo il gusto del riso con il vino;
  • una tempura di verdure da servire a parte.