Le principali differenze tra due eccellenze italiane: Prosecco e Franciacorta

Franciacorta e Prosecco sono nomi che rappresentano nel mondo l’eccellenza italiana dell’arte enogastronomica da molto tempo. Questi nomi hanno decorato l’Italia nel mondo grazie alla stupenda collaborazione di vari vitigni italiani nella produzione di bottiglie di gran pregio che tutto il mondo invidia al Belpaese.

Prosecco e Franciacorta possono rappresentare in pieno l’anima di ogni festa, le loro bollicine sono infatti la base per cominciare a brindare nel migliore dei modi.

Le eccellenze italiane che si lasciano ammirare da tutto il mondo verranno quindi messe a confronto in questa guida per analizzarne le varie peculiarità e scoprirne i rispettivi valori e caratteristiche. Pur essendo di simile forma e colore, Franciacorta e Prosecco presentano alcune differenze che è bene sottolineare allo scopo di evidenziare i reciproci vantaggi che questi due splendidi prodotti mettono in campo se utilizzati in diverse occasioni.

Franciacorta e Prosecco: le qualità e i numeri

Prima di entrare nel vivo ed analizzare queste due grandi bottiglie, è buona norma partire da una prima definizione che metta in luce le rispettive identità. Quando si parla di Prosecco ci si riferisce ad un prodotto di alta qualità che è oggi fortunatamente protetto da ben due certificazioni, ovvero DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

Il Prosecco è quindi un vino italiano che si contraddistingue per le sue note fruttate e la sua fragranza frizzante e fresca. Il Franciacorta, invece, rappresenta un’altra identità vinicola di pari successo nel mondo che invece si esprime attraverso un corpo più strutturato e importante. Merito questo di una vinificazione con metodo classico che ben si accosta alle note di panificazione, alla frutta secca e ai prodotti di pasticceria.

Il Prosecco oggi fa registrare un’area di produzione relativamente ridotta. Il famoso disciplinare, infatti, è un documento che abilita la produzione di queste bollicine unicamente nei territori del Friuli Venezia Giulia e Veneto rispettivamente in 4 e 5 comuni.

In totale, il Prosecco è prodotto su 35.000 ettari vitati con una produzione di oltre 500 milioni di bottiglie delle quali più del 70% è venduto all’estero.
Il Franciacorta, invece, presenta un’unica provincia nella quale è possibile produrlo ovvero l’omonimo territorio della Franciacorta tra Bergamo e i territori di Brescia. All’interno di una vasta area di 19 comuni, infatti, coesistono quasi 3.000 ettari di vigneti che riescono ad foraggiare ogni anno una produzione di 17 milioni di bottiglie destinate per la maggior parte al mercato italiano, il 10% è venduto all’estero.

Le uve utilizzate

Passiamo ora alle distinzioni vere e proprie. Per selezionare le due creazioni italiane è possibile partire dalle uve che vengono utilizzate per la creazione rispettivamente del Prosecco e del Franciacorta. Nel primo caso, infatti, la regola esige la produzione da parte del vitigno base di Glera per l’85% del prodotto iniziale adoperato.

Questo infatti impone il disciplinare che conclude la produzione del Prosecco con un 15% di Pinot Bianco, Pinot Nero o Chardonnay. Le uve utilizzate rendono al massimo dai 120 ai 180 quintali per ettaro coltivato. La densità che se ne ricava è infatti di oltre 2500 piante per ettaro. Al pari del Prosecco, il Franciacorta presenta un disciplinare che ne garantisce la produzione e la qualità oltre che la provenienza. Il disciplinare di produzione per il vino Franciacorta DOCG stabilisce infatti che si possono utilizzare unicamente le uve di qualità Chardonnay, Pino Nero e Pinot Bianco.

Di più recente introduzione è la novità che sta caratterizzando le ultime bottiglie in uscita. Da pochi anni, infatti viene utilizzato nella produzione un dato aggiuntivo che riguarda un vitigno autoctono situato nel territorio, vicino Brescia, di Erbamat.

Le differenze di vinificazione

La vinificazione rappresenta un altro capitolo attraverso il quale poter definire queste due eccellenze italiane. La cosiddetta presa di spuma, ossia quel processo tramite il quale il vino diventa appunto spumante. Questo processo, all’interno della vinificazione del Prosecco si fregia della saggezza derivante dal metodo Martinotti/Charmat che assieme ai vari lieviti e allo zucchero, sceglie di porre il vino in autoclavi che trattengono la pressione. Quest’ultima viene controllata assieme alla temperatura allo scopo di favorire appunto la presa di spuma.

Dopo questa fase, si attende la maturazione che avviene sulle fecce dei lieviti o sedimenti residui di lievito e questo processo dura per alcuni mesi. Passato questo tempo, il Prosecco verrà filtrato e imbottigliato con metodo isobarico.

Il Franciacorta invece presenta un metodo più complesso. Le basi ottenute dalle varie vendemmie effettuate ogni anno subiscono un preciso metodo di maturazione che avviene in lunghi recipienti d’accia o in piccole botti di legno di rovere. Le cosiddette cuvée sono nate dall’assemblaggio di vini diversi con un’aggiunta relativa di zuccheri e lieviti allo scopo di personalizzare il vino secondo aromi differenti.

Dopo l’imbottigliamento, il Franciacorta aspetta alcuni giorni di adattamento per poi iniziare la fermentazione vera e propria che in questo caso avviene direttamente in bottiglia. Si attende quindi dai 40 ai 60 giorni con temperature relativamente basse.

Si sprigiona la famosa anidride carbonica che genera una presa di spuma molto intensa con bollicine molti piccole. Il Franciacorta matura da 18 a 60 mesi per le diverse bottiglie in riserva. I lieviti in questo tempo liberano una quantità incredibile di molecole che interagiscono nel vino evolvendolo tramite un bouquet di profumi che si sprigioneranno all’apertura della bottiglia.

Le differenze organolettiche

Da un punto di vista prettamente organolettico o degustativo, le differenze tra Prosecco e Franciacorta sono diverse. Il primo infatti rappresenta lo spumante fresco e fruttato per eccellenza che non presenta una struttura complessa.

Il Prosecco, infatti, si distingue per un colore bianco e poco intenso. Il Franciacorta presenta profumi di maggior complessità che spaziano dal floreale al fruttato, prodotti dall’azione dei lieviti. I colori sono quelli del giallo paglierino o dell’oro antico con bollicine molto più fini e un perlage più prolungato.

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