Prima di parlare dei vini e dei vitigni tipici della Basilicata, ti raccontiamo un pochino del terroir e della conformazioni geografica, strettamente legata alla produzione vinicola.
La Basilicata è una regione prevalentemente montana e collinare, in cui si riconoscono la catena degli Appennini sull’area vulcanica del Vulture, a est, mentre nella zona occidentale si trova la catena della Maddalena, a sua volta divisa dalle valli del Meandro e dell’Agri.

Questi territori sono calcarei e argillosi.

La zona pianeggiante, invece, si trova soprattutto nella pianura Metapontina, caratterizzata dal suolo ricco di detriti erosi portati dai fiumi Brasento, Agri, Cavone e Sinni, corsi d’acqua che sfociano nel Mar Ionio.
I fiumi Noce, Ofanto e Sele, sfociano nell’Adriatico e nel Tirreno.

In questo territorio così ricco e mitigato dalla presenza dei numerosi corsi d’acqua si coltivano vitigni a bacca bianca come il Greco e la Malvasia.

Nei suoli ricchi di detriti marini portati dai fiumi, invece, si allevano vitigni di bacca rossa e nera come il Primitivo.
Nella zona alluvionale si coltivano il Merlot, il Cabernet Sauvignon e il Sangiovese.

La zona vulcanica del Volture è conosciuta per la produzione del celebre Aglianico del Vulture: questi territori, così ricchi di potassio, regalano al vino la giusta sapidità e quella nota minerale molto piacevole al palato.

La Basilicata, pur subendo in estate episodi di forte siccità, grazie alla presenza del tufo che mantiene la giusta dose di umidità, consente la coltivazione delle viti e la sicurezza di un buon raccolto.

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I vitigni più coltivati in Basilicata

Troviamo l’Aglianico del Vulture, il Sangiovese, l’Aglianico Classico e il Primitivo.

Corredo organolettico, bouquet aromatico e abbinamenti culinari azzeccati

Aglianico del Vulture

Si tratta di un vitigno DOC che si produce nella zona in provincia di Potenza.

Dai frutti dell’Aglianico del Vulture si ottiene un meraviglioso vino rosso e lucano la cui storia si perde nei secoli: si pensa che risalga agli antichi Greci dell’VII-V secolo a.C.

Leggenda narra che fu Quinto Orazio Flacco, nella suo opera Ars Vivendi, a tramandare ai suoi lettori l’amore per i piaceri della vita, tra cui un ottimo vino.

L’Aglianico in realtà è l’antico e originario Ellenico, il vino dei Greci e dei Fenici, poi trasformatosi in Aglianico del Vulture durante il periodo della dominazione spagnola in Magna Grecia.

Oggi l’Aglianico del Vulture, le cui vigne si allevano nelle zone ai piedi del vulcano ormai sopito, è un vino prestigioso e di nicchia che esprime tutta la cura e l’attenzione per un prodotto enologico di spessore, simbolo della rivalutazione del territorio lucano.

Il vino che si ottiene si riconosce dal colore rosso rubino, che con l’invecchiamento manifesta riflessi di un bel granato brillante.

Al naso il vino rosso Aglianico del Vulture si esprime con un bouquet aromatico fruttato, intenso, armonico, con gradevoli note di spezie, frutta candita, legno tostato.

Alla bocca il suo sapore è tannico, caldo e avvolgente, pura seta da bere con quella giusta persistenza acida e minerale. Perfetto con i secondi di carne, di cacciagione e di selvaggina, ma anche con i primi piatti sugosi di pasta secca.

Sangiovese

Anche il Sangiovese può contare su origini antiche che risalgono al VIII a.C.! Per la precisione, è un vino che viene dalla Toscana, il cui nome potrebbe significare Sangue di Giove.

Oggi questo vitigno viene coltivato in tutta l’Italia centrale e meridionale, a partire dalla Toscana all’Emilia Romagna, fino alla Puglia, alla Calabria e ovviamente al Molise.

Quali sono le caratteristiche organolettiche specifiche del Sangiovese? Partiamo come prima cosa dal grappolo, che si riconosce per la sua forma alare, media e compatta, cilindrica e piramidale.
La foglia è di colore verde tenue, media, tri o pentalobata.
L’acino, dalla buccia pruinosa e non troppo spessa, è ovoidale, medio-grande, di colore nero con riflessi prugna molto intensi.

Per quanto riguarda il bouquet aromatico, dalle uve Sangiovese si ottiene un vino rosso rubino profondo, con sentori di fruttati e un retrogusto amarognolo.

Anche questo vino lo abbiniamo alle portate di carne, alle grigliate e ai barbecue.

Aglianico

Il nome Aglianico deriva dalla pronuncia in lingua spagnola della parola Hellenico, l’antico vino prodotto dai Greci e dei Fenici.
Si tratta di un vino prestigioso, la vera chicca della regione Basilicata, che possiamo dividere in Aglianico del Vulture (ancora più prestigioso e di nicchia) e Aglianico classico.

Primitivo

Realizzato con uve acerbe, da qui il nome, il Primitivo si riconosce per essere un prodotto eccellente.
Non esiste solamente il Primitivo di Manduria, ma anche quello tipico di Matera, un vino nuovo e realizzato dalle cantine sociali che si impegnano nella rivalutazione e nella valorizzazione del territorio lucano.

Si distingue dal profumo secco e caratteristico, intenso e fruttato, e dal colore rosso rubino che tende al granato e alla viola.
I sentori profondi sono dovuti al suo invecchiamento di almeno 12 mesi in botti di rovere, più un ulteriore riposo in bottiglia di 3 mesi.

Rotondo, intenso, tannico e strutturato, può avvicinarsi al parente pugliese di Manduria, che però è meno grave e dalla beva più piacevole.

Il Primitivo di Monacello è una delle eccellenze vinicole della Basilicata, assieme al Primitivo Dragone.

Altri vini tipici della Basilicata

Ecco quali sono i cinque DOC materani:

1. il Matera Rosso

2. il Matera Moro

3. Matera Moro Riserva

4. Matera Primitivo

5. Matera Primitivo Passito

Abbiamo poi tre vini bianchi, il Matera Greco, il Matera Bianco e il Matera Primitivo Passito.

Infine, la regione della Lucania può vantare due ottimi spumanti, fra cui un rosato.

I migliori vini della Basilicata

1. Aglianico del Vulture DOC Zimberno Michele Laluce 2013

Ecco per te un Aglianico 100% uve Aglianico vinificate in purezza, che nasce in un suolo ricchissimo di sostanze fertili. Dai sentori di frutta rossa, richiama note di tabacco e di vaniglia, con una lontana persistenza di agrumi.
Fresco, secco, suadente e armonico, lo abbiniamo alla salsiccia Luganiga e all’agnello stufato con patate.

Prezzo alla bottiglia circa 20€.

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2. Terre degli Svevi Aglianico del Vulture Re Manfredi 2017

Vellutato, con sentori dolci di vaniglia e di ciliegia, il Re Manfredi lo suggeriamo con gli strascinati al ragù e ai funghi cardoncelli, ma anche ai gnumaridd, degli involtini di interiora di agnello stufati in umido o cotti alla brace.

Prezzo alla bottiglia circa 25€.

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3. Aglianico del Vulture DOC Gricos Grifalco 2019

Il Grifalco della cantina Gricos è un Aglianico del Volture ideale in abbinamento con i primi piatti di pasta secca al ragù, come gli strascinati e i maccheroni al torchio conditi con sughi di cacciagione e di selvaggina.

Prezzo alla bottiglia circa 20€.

4. Paternoster Syntesi Aglianico del Vulture doc

Un rosso strutturato e fruttato perfetto con carni rosse dal gusto deciso, ma anche con i formaggi stagionati del materano, come il caciocavallo podoloico.

Prezzo alla bottiglia circa 10€.

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  • Bottiglia da 75 cl
  • Annata: 2019
  • Provenienza: Basilicata - Vulture

5. Vino Rosso Aglianico del Vulture con certificazione DOP”Curiosso”

Armonico, fine al palato, questo Curiosso si caratterizza da note fruttate e un sapore secco, tannico, perfetto per accompagnare tutte le seconde portate di carne rossa della Basilicata, le zuppe di legumi, i formaggi a pasta molle, dura, molto stagionati.

Prezzo alla bottiglia dai 15 ai 20€.

Vino Rosso Aglianico del Vulture con certificazione DOP "Curiosso" 1 Bottiglia in vetro
  • Curiosso è il vino rosso ottenuto dall’Aglianico del Vulture, antichissimo vitigno a bacca nera.
  • Armonico e fine al palato, è caratterizzato da un sapore secco, tannico e avvolgente. I profumi fruttati con note speziate regalano al naso sensazioni emozionanti legate anche al colore rosso rubino dai riflessi violacei.
  • L’abbinamento ideale per questo vino è con carni rosse, selvaggina, legumi e formaggi molto stagionati.

6. Aglianico del Vulture L’Atto | Cantine del Notaio | Vino Rosso Basilicata IGT

Una confezione regalo per Natale contenente 3 bottiglie di Aglianico del Vulture, fruttato e secco, l’ideale con la carne alla brace e lo stufato di agnello.

Prezzo della gift box circa 33€

7. Aglianico del Vulture Lucano Il Sulco

Dal gusto caldo e corposo, il fiore all’occhiello di Matera: si abbina bene agli arrosti, ai brasati e ai formaggi stagionati come la cacioricotta, il pecorino di Filano DOP e il Canestrato di Moliterno IGP.

Prezzo alla bottiglia circa 10€.

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8. Basilicata IGT Re Manfredi 2020 0,75 L

Passando ai bianchi lucani, non può mancare una Malvasia bianca che andiamo ad accompagnare con il baccalà con i peperoni cruschi, un’autentica specialità della regione Basilicata.

Prezzo alla bottiglia circa 13€.

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9. PATERNOSTER Vulcanico Falanghina Basilicata igt

La Falanghina lucana aromatica e fruttata, dai sentori che virano dalla pera, alla mela verde, alla banana. La abbiniamo al pane di Matera condito con olio del Vulture DOP e peperone crusco, e in genere con gli antipasti di mare. Le sue note floreali, inoltre, di fiori d’acacia, gelsomino e mughetto, si sposano con i formaggi freschi e poco stagionati.

Prezzo alla bottiglia circa 10€.

PATERNOSTER Vulcanico Falanghina Basilicata igt - 750 ml
  • Bottiglia da 75 cl
  • Annata: 2022
  • Provenienza: basilicata - vulture

10. Paternoster Syntesi Aglianico del Vulture doc

Sempre della cantina Paternoster un Aglianico del Vulture Rosso: il Synthesi è un vino rosso decisamente fruttato, con sentori di ciliegie, marasche, fragoline di bosco, prugne, amarene, perfetto per accompagnare i secondi gustosi della tradizione lucana, come la Luganega e l’agnello stufato.

Prezzo alla bottiglia 10€.

Paternoster Syntesi Aglianico del Vulture doc - 750 ml
  • Bottiglia da 75 cl
  • Annata: 2019
  • Provenienza: Basilicata - Vulture